domenica 24 dicembre 2017

COSA CENTRANO QUEGLI ARCHI DI FERRO?

COSA C'ENTRANO QUEGLI ARCHI DI FERRO?

Molti si sarannno domandati che cosa c'entrano quegli archi di ferro (che non si sa come chiamarli dato che non somo arquati) che sono stati messi in prosecuzione degli ultimi archi dei portici in Corso 11 settembre. Cosa abbiano pensato gli architetti nel progettarli non sappiamo però una ragione pratica è evidente ed è quella di collegare gradualmente il flusso dei pedoni che passano da percorso protetto del loggiato alla via carrabile anyistante il grande Palazzo Dolci.
Esaminando la Carta topografica fatta redarre da Mons. Gasparo Gramellini nel 1844 inale....nel si si trova che i portici o loggiati proseguivano oltre. Quando dopo il passaggio del fronte il palazzo Dolci distrutto dalle mine tedesche fu ricostruito parte del loggiato, se non vado errato, venne sacrificato. ed il colonnato che delimitava il cortile interno venne riportato al piano superiore probabilmente per fare spazio al grande negozio di ferramente dei proprietari. Quindi le strutture in ferro riporterebbero in un certo senso idealmente l'andamento del porticato.
evitando una brusca frattura che si era creata. Una struttura che sembra ora non c'entri nulla con l'ambiente attuale, ma ha una storica continuità.
Ma perchè non approfittare per munire di una leggera copertura di plexiglas trasparente che continui la funzione di riparo dalla pioggia?

Pesaro li 22 dicembre 2017.


Pecos Bill

venerdì 22 dicembre 2017

AUGURI DI BUON NATALE



Alla fine di questo anno 2017 in cui tanti valori e d ideali sembrano essere stati dimenticati e crollati e non solo per i terremoti che ci hanno colpito, vi auguro un sereno e felice Natale rischiarato dalla luce della Stella Cometa  che ci indica sempre la direzione del nostro cammino.

Emilio e
Pecos Bill

martedì 5 dicembre 2017

PUMS Piano Urbano Mobilità Sostenibile

In vista della elaborazione di un nuovo Piano Urbano di Mobilità si legge (Carlino 5.12.) che sono stati intervistati 148 pedomi e che  tutti erano d'accordo di avere la pavimentazione del Centro senza buche ed altre insidie, il 44% erano favorevoli alla estensione della ZTL, il 19% erano contrari e  il 36 % ritenevano  l'ampliamento ininfluente. A questo proposito
   si pone una questione non irrilevante che è quella di sapere chi è il pedone. Sicuramente avranno intervistato persone che percorrevano la strada a piedi, ma chi è "il pedone" ? Il pedone professionale in realtà non esiste perchè esistono solo persone che ora vanno a piedi, in un momenti successivi vanno in bici, in altre circostanze vanno e guidano auto o vanno in autobus. Il pedone come soggetto umano assume diversi atteggiamenti a seconda delle circostanze come ironicamente  risulta nella poesia in dialetto cesenate del 1931  "L'AUTOMOBIL" che si riporta con traduzione in italiano:
“L’automobil”

Posta ch’uj vegna un pizighin a umbrela:
mo guêrda sti vigliacch com’i m’ha ardot:
un vstì nov, mes l’et de’,..arviné’ tot!...
I n’ha un riguérd a e’ mond, porca mastela!

Se fa do gozli e un poch ad paciarëla
ch’ i t’ spless sota a la mêlta; e se va sot,
tra la porbia e tra e’ fom it fa un parsot
quand’ int’ ardus come una murtadela!

Mo intent ecco clu ad Rico,...e ch s’a vut dì,
monta so,..monta so...a so munté
e via come e’ vent: mo a meza streda

un caratèr, burdell, un s’vlea scansé
e sona pu,..mo ché: e me a rugì
e dai a che vigliach una rudeda!!
Dr. Pietro Comandini

L’AUTOMOBILE.- Che pigliasse loro un accidente a ombrello (secco)!.../ ma guarda questi vigliacchi come mi hanno ridotto!.../un vestito nuovo, messo l’altro giorno, rovinato tutto!.../non hanno un riguardo al mondo, porca mastella.// Bastano due gocce (di pioggia) e un poco di fanghiglia / che ti seppelliscono sotto il fango; e se va (il tempo) asciutto / fra la polvere ed il fumo ti riducono come un prosciutto (che si mette al camino per affumicarlo) / quando non ti riducono come una mortadella! // Ma ecco che passa colui di Rico: e cosa vuoi dire, / “monta su, monta su...” sono montato: / e via come il vento. Ma a mezza strada / un carrettiere, ragazzi, non voleva spostarsi; e sona pure: macchè: ed io ad urlare:/ “e dà a quel vigliacco una rotata!”..”
“La Piè” 9 ott.1928.



lunedì 27 novembre 2017

CON I TRENINI NON GIOCHIAMO



CON I TRENINI NON GIOCHIAMO

Credo che gli abitanti di Villa Fastigi si siano molto allarmati per l'annunci0 del Sindaco Ricci che auspicava o preannunciava il progetto per la costruzione di una ferrovia ed una stazione nel loro quartiere che già si era opposto anche alla costruzione del nuovo casello della autostrada che avrebbe turbato il quieto vivere del quartiere roccaforte della Sinistra cittadina. Solo la notizia della ipotesi di un tale progetto per la nostra città faceva accapponare la pelle e messo in agitazione, come ho letto sul Carlino, le puntuali obiezioni dei consiglieri di opposizioDne Dall'Asta e Crescentini. Nell'ambito delle proposte fatte dal Sindaco relativamente alla valorizzazione e recupero del patrimonio immobiliare esistente con risparmio del territorio e delle prospettive di sviluppo del turismo che sono da apprezzare positivamente, in questa che i tedeschi chiamano Weltanscauung (visione del mondo, della vita e della posizione in essa occupata) la Ferrovia che trova un luogo importante per il territorio pesarese è quello della ferrovia Pesaro-Fano- Urbino con la possibile destinazione turistica, ma è altresì da mettere in gioco la linea ferroviaria – Pesaro -Falconara-Ancona che è rimasta ad un solo binario dai tempi di Pio Nono. Di questa linea ferroviaria, del collegamento di Pesaro e costa adriatica con Roma nessuno parla e così la distanza di Pesaro con la capitale e con la costa Tirrenica si allunga sempre di più compreso l'isolamento di Pesaro con il suo entroterra. I vari partiti ne parlino almeno nei loro programmi elettorali.



giovedì 2 novembre 2017

AUTO ELETTRICHE



LE AUTO ELETTRICHE
(Ridendo e scherzando)
Vi è mai capitato di avere a che fare con una auto elettrica? A me si, alcune volte. e tutte le volte mi sono spaventato non poco. Sono silenziosissime. Ti raggiungono a destra, di dietro, a sinistra che non ti accorgi della loro presenza se non quando ti sono vicinissime. Si appressano come fantasmi e sono belle e grosse come le altre macchine che fanno rumore con i loro motori a scoppio; queste le senti, capisci subito se stanno arrivando, se si stanno avvicinando o si stanno allontanando a causa del effetto “doppler” che si impara nei libri di fisica di scuola media. Le silenziosissime auto elettriche sono pericolosissime, non ti accorgi della loro presenza se non all'improvviso ed all'ultimo momento. Cosa succederà quando la maggioranza od una grossa percentuale di auto saranno elettriche? Gli esperti e responsabili dovranno provvedere, ma come? Dovranno inventare un emittente di un rumore adatto. Dovranno concordarlo a livello nazionale e reso obbligatorio a livelllo internazionale. Ci dovranno essere dei convegni dove i singoli paesi si dovranno mettere d'accordo. Ci si dovrà inventare un rumore speciale e magari trovare una musica. Ci si dovrà metttere d'accordo per una velocità elevata di utilizzare la “cavalalcata delle Walchirie” di Wagner o l'Overture del Guglielmo Tell di Rossini. Per velocità più moderate musiche di Chopin e per le più lente una marcia funebre. Se si seguirà questa linea penso che un accordo internazionale sarà molto difficile da raggiungere; ogni paese vorrà imporre la sua musica nazionale.

Pesaro li 31 ottobre 2017.

Pecos Bill


lunedì 23 ottobre 2017

E' SOR EUGENI



 E' sor Eugeni

A l'avdeva spuntê da la cuntrêda
tott al mateni, ad t'clora da la cisa;
pass da suldê, sfilè coma una spêda
int' j occ di spraj, di lemp all'impruvisa.

E a m' l'arcörd una sera in mangh d'camisa
ad cursa, vëcc cum l'era par la strêda;
e cuveva de' fug sotta la snisa
e in piazza u s'nera andê qualca s-ciupteda.

Batzê enca lò da l'acqua dla galera,
la vita sua totta una campagna,
l'era cnunsù da nun par Quel d'Mentena.

Om tott d'un pezz da l'Alba infina a sera,
int'e' pëtt e' gran cör dla su Cesena,
int'e' cör l'anma nostra dla Rumagna.

Pietro Comandini

IL SIG EUGENIO (Valzania) – lo vedevo spuntare dalla contrada – tutte le mattine, al di sopra della chiesa; - passo da soldato, (dritto) sfilato come una spada – negli occhi delle scintille, dei lampi all'improvviso. - e me lo ricordo una sera in maniche di camicia – di corsa, vecchio com'era, per la strada; - covava del fuoco sotto la cenere – e in piazza era stata sparata qualche fucilata (ricordo personale al tempo delle lotte fra repubblicani e socialisti). - Battezzato anche lui dall'acqua della galera, (carcere) – la vita sua tutta una campagna, - era conosciuto da noi per Quello di Mentana (episodio eroico della campagna a cui prese parte principale). - Uomo tutto d'un pezzo dall'alba fino a sera, - (aveva) nel petto il gran cuore della sua Cesena – nel cuore l'anima nostra della Romagna.

MA CHI ERA E' SOR EUGENI?

Romagnolo dal temperamento assai sanguigno tale da far ricordare il capitolo “Sangue Romagnolo” scritto nel Libro Cuore da Edmondo De Amicis quindici anni dopo l’annessione di Roma al Regno unito (1871), dove sbucciare una mela con l’uso del coltello era forse la cosa più rara dell’epoca: serviva molto di più per scopi politici!
Valzania non si trasse mai indietro quando c’era da combattere: si distinse nella spedizione di Sapri al seguito di Carlo Pisacane; in seguito entrò nei garibaldini ottenendo il grado di Colonnello. A Cesena era conosciuto come “Palanchino”, perché amava indossare frequentemente una camicia con foggia polacca, ma per la sua abilità a sfuggire alle retate della polizia austriaca e papalina, si guadagnò il soprannome di “Primula rossa”; San Marino e il Ganducato di Toscana divennero i luoghi più sicuri per rifugiarsi. Con la fine del Governo Pontificio nelle Romagne, 1860, il Valzania uscì allo scoperto per dedicarsi attivamente alla politica, aderendo a quei movimenti politici chiamati Movimenti di Mutuo Soccorso, che ben presto si trasformarono in partito Anarchico, o Repubblicano o Socialista, entrando in collisione con altri esponenti locali come Federico Comandini, animò la piazza cesenate. Era il periodo in cui la lama del coltello brillava di notte lasciando a terra i cadaveri di chi non la pensava conformemente o con quello o con quell’altro principio politico. Coerente con i principi repubblicani mazziniani che prevedevano la nascita di una Repubblica Costituzionale lontano da corone e sangue blu, Valzania rifiutò la carica da Senatore nel neonato Parlamento del Regno d’Italia. Ma rimase il rispettabile capo del Quartiere esterno di Porta Romana, ora porta Santi, ma anche Porta Valzania.



giovedì 19 ottobre 2017

VIALE DANTE ALIGHIERI DI PESARO

VIALE DANTE ALIGHIERI
Gent.mo Assessore ai lavori pubblici
ENZO BELLONI

Tramite la stampa siamo venuti a sapere della intenzione del Comune di provvedere alla manutenzione di Viale Dante Alighieri già sollecitata più volte dai cittadini che all'epoca dell'Assessore Biancani avevano presentato una petizione scritta.
In relazione agli auspicati interventi facciamo presente quanto segue:

1. La strada ed i marciapiedi si trovano attualmente in uno stato di completo dissesto per cui i pedoni non sanno quale sia il percorso meno peicoloso: se la carreggiata o i marciapiedi.
2. Particolarmente disastrato è il tratto tra viale Trento e viale Trieste dato che gli altri tratti di strada e marrciapiedi per occasionali interventi fatti da proprietari di alcune ville private hanno messo delle toppe qua e là.
3. Questo tratto di strada è, all'altezza del negozio da parrucchiere, privo di collettore fognario (o chiavicotto) fin da quando la strada, in periodo prebellico è stata improvvidamente raddrizzata rispetto alla originario tracciato curvilineo con sbocco in via Ninchi. La mancanza di chiavicotto e della fogna fa si che quando piove si formi un vero lago sulla carreggiata. Laghetto che rimane tale per molti giorni creando impraticabilità, vivaio per le zanzare e pericolo di creazione di lastre di ghiaccio d'inverno.l detto tratto 4. Questo tratto di di strada presenta altresì una particolare caratteristica fin dall'inizio inspiegabile: mentre la strada dalla Nazionale a viale Trento è a doppio senso di marcia esso presenta il senso unico con divieto di percorrenza da viale Trento a viale Trieste. Tale fatto fa si chele macchine ed i mezzi pesanti che debbono entrare nella strada privata che porta ad un condominio ed all' Hotel Caravelle notevolmente traficata rimane difficilmente accessibile se non addirittura inacessibile perchè i mezzi che debbono entrarvi da viale Trieste debbono compiere una curva praticamente ad U impossibile ai mezzi di media e grande dimensione che per entrare all'Hotel Caravelle ed al condominio debbono farlo necessariamente da viale Trento violando necessariamente il divieto del senso unico. Pertanto si chiede la eliminazione di tale anomalia .
5 Dato che si prevede il rifacimento dei marciapiedi per una elementare e provvida gestione dei soldi pubblici sarebbe bene che con il rifacimento dei marciapiedi si posassero i tubi o canali per alimentare dei nuovi lampioni per illuminare i marciapiedi che con gli attuali lampioni alti non fanno che illuminare le fronde degli alberi che proiettano l'ombra proprio sui marciapiedi che restano al buio.
Non si dovrebbe succedere quello che è avvenuto per i marciapiedi di viale Trento che, appena fatti, sono stati tagliati per la posa dei cavi e poi rattoppati in si malo modo che il marciapiede presenta delle grosse fessurazioni molto pericolose per chi vi transita (vedi marciapiedi viale Trento).
Nel ringraziarLa della attenzione si inviano i migliori saluti

Paolo Emilio Comandini