domenica 1 novembre 2026

VITTORIO CIARROCCHI RISPONDE

Osservazioni sulla odierna risposta di Giovanni Lani, intitolata: «Chi scrive abbia almeno il coraggio di firmarsi» (Carlino Pesaro, p. 13), diretta a Paolo Emilio Comandini. Il quale, biasimata la frequente consuetudine di «omettere il cognome dell’autore…»; aggiungeva che perciò «vengono pubblicate e commentate delle lettere anonime». Giovanni Lani cita la famosa risposta di don Abbondio (= “Il coraggio, uno non se lo può dare”). Citazione da un lato opportuna perché essa e il suo autore [= quel prete] rispecchiano il carattere di non pochi italiani, pronti a scagliare una pietra (in senso fisico o nel linguaggio giornalistico), salvo poi pronti a nascondere il braccio o a tacere la propria firma. Dall’altro lato la suddetta citazione non serve affatto per giustificare coloro che- riporto le parole di Lani- «hanno paura di esternare, con nome e cognome, il proprio pensiero». Ed è confutabile quest’altra affermazione di Lani: «Noi… rispondiamo e su richiesta tralasciamo nome e cognome». ‘Confutabile’ e da respingere perché un vero giornalista, cioè rispettoso del fondamentale principio di onestà verso tutti i lettori, non dovrebbe mai permettere la ignobile abitudine di scrivere lettere anonime, benché lo/ la scrivente abbia fatto «richiesta» che il suo nome e cognome sia taciuto. A tale ‘richiesta’ basterebbe infatti rispondere dicendo che lettere anonime non sono degne di essere pubblicate. Inoltre, per dimostrare quanto sia fondato il rifiuto di pubblicare lettere di tal genere, un bravo giornalista potrebbe aggiungere anche queste parole: “Non impedire un evento, che si ha l’obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo” (secondo comma dell’art. 40 del Codice penale). Sì, perché l’onestà e il diritto talvolta si corrispondono. Pesaro, venerdì 30 ottobre 2026. Vittorio Ciarrocchi.     Osservazioni sulla odierna risposta di Giovanni Lani, intitolata: «Chi scrive abbia almeno il coraggio di firmarsi» (Carlino Pesaro, p. 13), diretta a Paolo Emilio Comandini. Il quale, biasimata la frequente consuetudine di «omettere il cognome dell’autore…»; aggiungeva che perciò «vengono pubblicate e commentate delle lettere anonime». Giovanni Lani cita la famosa risposta di don Abbondio (= “Il coraggio, uno non se lo può dare”). Citazione da un lato opportuna perché essa e il suo autore [= quel prete] rispecchiano il carattere di non pochi italiani, pronti a scagliare una pietra (in senso fisico o nel linguaggio giornalistico), salvo poi pronti a nascondere il braccio o a tacere la propria firma. Dall’altro lato la suddetta citazione non serve affatto per giustificare coloro che- riporto le parole di Lani- «hanno paura di esternare, con nome e cognome, il proprio pensiero». Ed è confutabile quest’altra affermazione di Lani: «Noi… rispondiamo e su richiesta tralasciamo nome e cognome». ‘Confutabile’ e da respingere perché un vero giornalista, cioè rispettoso del fondamentale principio di onestà verso tutti i lettori, non dovrebbe mai permettere la ignobile abitudine di scrivere lettere anonime, benché lo/ la scrivente abbia fatto «richiesta» che il suo nome e cognome sia taciuto. A tale ‘richiesta’ basterebbe infatti rispondere dicendo che lettere anonime non sono degne di essere pubblicate. Inoltre, per dimostrare quanto sia fondato il rifiuto di pubblicare lettere di tal genere, un bravo giornalista potrebbe aggiungere anche queste parole: “Non impedire un evento, che si ha l’obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo” (secondo comma dell’art. 40 del Codice penale). Sì, perché l’onestà e il diritto talvolta si corrispondono. Pesaro, venerdì 30 ottobre 2026. Vittorio Ciarrocchi. Viale Trento, 94. (Non comunico il numero del mio ’cellulare’ perché sono un po’ sordo).    

sabato 24 ottobre 2026

CARO CARLINO

CARO CARLINO Vedo con dispiacere che, nonostante il cambiamento o l'alternarsi di diversi giornalisti incaricati a rispondere alle lettere dei cittadini al Giornale, si continua ad omettere il cognome del autore della lettera stessa indicando solo il nome la città o altra anonima sigla o con la dicitura “lettera firmata”. In sostanza vengono pubblicate e commentate delle lettere anonime. Non riesco a capire le ragioni di tale comportamento che mi fa sempre innervosire perche non ne immagino valide ragioni di questo comportamento. Da parte del giornale: Forse è lo stesso giornalista che si inventa la lettera per creare lo spunto di scrivere il suo pensiero? Vuole esprimere concetti od opinioni sue senza esporre il giornalista o il giornale? Da parte de l'autore della lettera: ha paura di ricevere critiche per quello che scrive da parte di altri lettori del giornale? Si vergogna di quello che scrive o ha timore o vergogna del suo nome? Allora non scriva al giornale, ed il giornale non pubblichi lettere anonime. Sono in ogni caso curioso di conoscere le ragioni di questo comportamento. Pesaro 24 ottobre 2026. P.Em,lio Comamdini

lunedì 19 ottobre 2026

I BRAVI DI OGGI

I BRAVI DEI NOSTRI GIORNI I Bravi raccontati nei PROMESSI SPOSI di Alessandro Manzoni portavano i capelli lunghi racchiusi in una reticella oltre a voluminosi baffi. Quando eseguivano le loro azioni criminose scioglievano i capelli chiusi nella reticella per coprire il viso e non farsi riconoscere. Attualmente i i delinquenti nostrani durante le dimostrazioni di piazza i violenti e mascalzoni si coprono il viso con passamontagna o cappucci di vario genere. Il mascheramento o qualsiasi travisamento o mascheramento in pubblico dovrebbe essere proibito e sanzionato come reato autonomo come anche il velo integrale che copre il volto. E poi in caso di manifestazioni pubbliche violente la Polizia dovrebbe utilizzare i droni per riprendere le violenze e gli autori delle stesse. Pesaro li 20 ottobre 2026. P.E.C. Pecos Bill

martedì 6 ottobre 2026

HOTEL ELVEZIA

HOTEL ELVEZIA L'Hotel Eelvezia è stato IL PRIMO HOTEL COSTRUITO A Pesaro DOPO IL CONFLITTO MONDIALE. La prima struttura ricettiva conseguente al RILANCIO TURISTICO DI PESARO portato avanti dalla AAS Azienda Autonoma di Soggiorno allora presieduta dall'Avv. Mario Comandini. Allora la AAS contribuiva ed incentivava la costruzione di strutture alberghiere pagando le spera dei servizi igienici degli alberghi. Il primo albergo fu appunto l'Hotrl Elvezia per la cui inaugurazione venne invitata la banda municipale di Zurigo che tenne un concerto dando una impronta reclamistica internazionale dell'evento. Dopo questo Hotel vennero costruiti dal Conte Albani l'Hotel Brig e l'altro in viale Dante. Spriamo che tale struttura riprenda di nuovo la sua funzione originaria . Pesaro li 6 ottobre 2026. P.E.Comandini Pecos Bill

sabato 26 settembre 2026

LA NUOVA FARMACIA

LA NUOVA FARMACIA MARE Tra i vantaggi del trasferimento della Farmacia comunale in via Marconi in angolo con via dei Partigiani è stata sottolineata la migliore accessibilità da parte dei residenti del la zona Mare e del Centro Storico. E questo varrebbe sia per le auto e delle bici e dei pedoni. Tuttavia per quanto riguarda la accessibilità pedonale da parte dei residenti e turisti della zona mare che devono attraversare la strada nazionale cioè viale della Vittoria rimangono due ostacoli che sono le condizioni in cui si trova il sottopassaggio la cui pavimentazione è sbagliata e fatta in modo da renderla impercorribile naccessibile alle sedie a rotelle e carrozzine e tenuta in condizioni igieniche inaccettabili e anche il marciapiede laterale del detto sottopasso è in condizioni tali da essere impercorribile sia a piedi che in bicicletta come più volte denunciato da Pecos Bill. Pesaro 26 settembre 2026. Pecos Bill LA NUOVA FARMACIA MARE Tra i vantaggi del trasferimento della Farmacia comunale in via Marconi in angolo con via dei Partigiani è stata sottolineata la migliore accessibilità da parte dei residenti del la zona Mare e del Centro Storico. E questo varrebbe sia per le auto e delle bici e dei pedoni. Tuttavia per quanto riguarda la accessibilità pedonale da parte dei residenti e turisti della zona mare che devono attraversare la strada nazionale cioè viale della Vittoria rimangono due ostacoli che sono le condizioni in cui si trova il sottopassaggio la cui pavimentazione è sbagliata e fatta in modo da renderla impercorribile naccessibile alle sedie a rotelle e carrozzine e tenuta in condizioni igieniche inaccettabili e anche il marciapiede laterale del detto sottopasso è in condizioni tali da essere impercorribile sia a piedi che in bicicletta come più volte denunciato da Pecos Bill. Pesaro 26 settembre 2026. Pecos Bill LA NUOVA FARMACIA MARE Tra i vantaggi del trasferimento della Farmacia comunale in via Marconi in angolo con via dei Partigiani è stata sottolineata la migliore accessibilità da parte dei residenti del la zona Mare e del Centro Storico. E questo varrebbe sia per le auto e delle bici e dei pedoni. Tuttavia per quanto riguarda la accessibilità pedonale da parte dei residenti e turisti della zona mare che devono attraversare la strada nazionale cioè viale della Vittoria rimangono due ostacoli che sono le condizioni in cui si trova il sottopassaggio la cui pavimentazione è sbagliata e fatta in modo da renderla impercorribile naccessibile alle sedie a rotelle e carrozzine e tenuta in condizioni igieniche inaccettabili e anche il marciapiede laterale del detto sottopasso è in condizioni tali da essere impercorribile sia a piedi che in bicicletta come più volte denunciato da Pecos Bill. Pesaro 26 settembre 2026. Pecos Bill

sabato 19 settembre 2026

CARTELLI STRADALI E LETTERE ANONIME

CARTELLI STRADALI E LETTERE ANONIME Nel Carlino di giovedì 17 settembre il giornalista Giovanni Lami commenta la lettera sottoscritta con le parole: “lettera firmata,Pesaro” L'autore di questa lettera lamenta il fatto che nei cartelli stradali che indicano il nome della via il nomquando il nome riporta il nome di un personaggio illustre cui la via è dedicata nonè scritto il nome ma solo il cognome, ed auspica il rifacimento della scritta con il nome e cognome. Il giornalista commenta la osservazione da un punto di vista grafico e non tanto nel merito. Orbene giustamente si critica la omissione del nome accanto al cognome della persona illustre che da il nome alla Via ma che cosa invece dovrebbe dire del fatto chele lettere pubblicate e commentate dal Carlino non indicano ne il nome e ne il cognome di chi l'ha scritta ma solo con la annotazione che la lettera è firmata; Ma non si sa da chi. E' come pubblicare una lettera anonima e chi la pubblica se ne assume completamente la responsabilità e la paternità svalutando il vero autore se un autore è veramente esistente. Pesaro li 18 settembre 2026. P.Emilio Comandini.

domenica 6 settembre 2026

RICORDO DI ODDOGrazie Emilio per questo toccante racconto del primo giorno della Guerra  15/18 a Pesaro.E’ così  riaffiorato il ricordo del mio nonno materno,poi deceduto in quella  disgraziatissima guerra.Sembra che non si sia ancora  convinti  a ripudiare la guerra:siamo un Paese frastornato con una classe politica incapace di dire un No secco ad ogni ipotesi  di finire coinvolti in situazioni che richiedano il ricorso alle armi.Grazie Emilio per questo toccante racconto del primo giorno della Guerra  15/18 a Pesaro.E’ così  riaffiorato il ricordo del mio nonno materno,poi deceduto in quella  disgraziatissima guerra.Sembra che non si sia ancora  convinti  a ripudiare la guerra:siamo un Paese frastornato con una classe politica incapace di dire un No secco ad ogni ipotesi  di finire coinvolti in situazioni che richiedano il ricorso alle armi.Grazie Emilio per questo toccante racconto del primo giorno della Guerra  15/18 a Pesaro.E’ così  riaffiorato il ricordo del mio nonno materno,poi deceduto in quella  disgraziatissima guerra.Sembra che non si sia ancora  convinti  a ripudiare la guerra:siamo un Paese frastornato con una classe politica incapace di dire un No secco ad ogni ipotesi  di finire coinvolti in situazioni che richiedano il ricorso alle armi.

Grazie Emilio per questo toccante racconto del primo giorno della Guerra  15/18 a Pesaro.E’ così  riaffiorato il ricordo del mio nonno materno,poi deceduto in quella  disgraziatissima guerra.Sembra che non si sia ancora  convinti  a ripudiare la guerra:siamo un Paese frastornato con una classe politica incapace di dire un No secco ad ogni ipotesi  di finire coinvolti in situazioni che richiedano il ricorso alle armi. Pesaro 4 settembre 2026. Oddo Bucci