lunedì 1 gennaio 2018

LIBERI ED UGUALI!?



LIBERI ED UGUALI

Diversi anni fa fui invitato a pranzo acasa di amici modenesi di solida e dichiarata fede comunista. Persone schiette e aperte con un genero artigiano di contraria fede democretica ed anticomunista. In attesa del pranzo la signora ospite ci portò a fare un giro nei dintorni e precisamente in un campo sportivo scolastico dove in quel momento si svolgevano delle gare di atletica leggera da parte di alcune scuole. Quei ragazzi e quelle ragazze di altezza e prestanza fisica diversissime scattavano tutti insieme al via dalle basi di partenza raggiungendo il traguardo in tempi differenti tra loro e c'era sempre un primo, un secondo, un terzo e così via. La signara nostra ospite commentava dicendo: “partono tutti uguali, ma arrivano chi prima e chi dopo.! E, dopo un momento di riflessione aggiungeva....”però è giusto così!”.
Io presi la palla al balzo e le dissi: se lei la pensa così lei non è comunista perchè i comunisti, il comunismo vorrebbero che quei ragazzi così diversi tra loro dovrebbero arrivare tutti uguali al traguardo della vita. Tutti uguali per forza a costo dela perdita della libertà. E' evidente che l'uguaglianza è incompatibile con la libertà e la libertà è incopatibile con la uguaglianza.
Questo lo aveva capito una semplice operaia comunista modenese, ma non l'ha capito l'ex Presidente del Senato e e la presidentessa della Camera che hanno fondato addirittura un un partito intitolato “LIBERI ED UGUALI”!!

Pesaro li 1 gennaio 2018.

P.E.Comandini


mercoledì 27 dicembre 2017

UNO STRANO PRESEPIO





UNO STRANO PRESEPIO

Alla vigilia di Natale su di una aiuola erbosa di Viale Trieste, all'altezza di Viale Marconi, è comparso un Presepe: un San Giuseppe grande come un uomo, avvolto in una tonaca marrone, con con un cappuccio che gli copre in parte il volto, una Madonna inginocchiata ed in mezzo un bambino Gesù. Date le dimensioni pareva essere, San Giuseppe, una persona vera, una di quei mimi che nelle strade fanno le statue, ma, avvicinandosi e osservando bene appariva essere un manichino, ma la cosa che è apparsa più strana ed inaspettata è stata quella di vedere che il San Giuseppe, invece di tenere in mano il classico bastone ricurvo, aveva uno smartphone. Ma quello che faceva rimanere ancor più interdetti era che anche la Madonna e Gesù Bambino avevano in mano un analogo telefonino.
Cosa aveva ed ha voluto esprimere l'ignoto autore? Mi sono domandato e mi domando ancora. Il giorno dopo, il solito vandalo aveva trascinato via il San Giuseppe gettandolo lì vicino tanto che mi ripromettevo di rimetterlo a posto con l'aiuto di un mio amico, ma quando siamo tornati l'ignoto artista aveva già rimediato, per fortuna. Ed il Presepio è ancora lì e ed ancora rimane questa strana provocazione che fa pensare. Cosa ha voluto dire l'artista e cosa fa pensare a noi tutti?

Pesaro li 27 dicembre 2017.


P.E.Comandini

domenica 24 dicembre 2017

COSA CENTRANO QUEGLI ARCHI DI FERRO?

COSA C'ENTRANO QUEGLI ARCHI DI FERRO?

Molti si sarannno domandati che cosa c'entrano quegli archi di ferro (che non si sa come chiamarli dato che non somo arquati) che sono stati messi in prosecuzione degli ultimi archi dei portici in Corso 11 settembre. Cosa abbiano pensato gli architetti nel progettarli non sappiamo però una ragione pratica è evidente ed è quella di collegare gradualmente il flusso dei pedoni che passano da percorso protetto del loggiato alla via carrabile anyistante il grande Palazzo Dolci.
Esaminando la Carta topografica fatta redarre da Mons. Gasparo Gramellini nel 1844 inale....nel si si trova che i portici o loggiati proseguivano oltre. Quando dopo il passaggio del fronte il palazzo Dolci distrutto dalle mine tedesche fu ricostruito parte del loggiato, se non vado errato, venne sacrificato. ed il colonnato che delimitava il cortile interno venne riportato al piano superiore probabilmente per fare spazio al grande negozio di ferramente dei proprietari. Quindi le strutture in ferro riporterebbero in un certo senso idealmente l'andamento del porticato.
evitando una brusca frattura che si era creata. Una struttura che sembra ora non c'entri nulla con l'ambiente attuale, ma ha una storica continuità.
Ma perchè non approfittare per munire di una leggera copertura di plexiglas trasparente che continui la funzione di riparo dalla pioggia?

Pesaro li 22 dicembre 2017.


Pecos Bill

venerdì 22 dicembre 2017

AUGURI DI BUON NATALE



Alla fine di questo anno 2017 in cui tanti valori e d ideali sembrano essere stati dimenticati e crollati e non solo per i terremoti che ci hanno colpito, vi auguro un sereno e felice Natale rischiarato dalla luce della Stella Cometa  che ci indica sempre la direzione del nostro cammino.

Emilio e
Pecos Bill

martedì 5 dicembre 2017

PUMS Piano Urbano Mobilità Sostenibile

In vista della elaborazione di un nuovo Piano Urbano di Mobilità si legge (Carlino 5.12.) che sono stati intervistati 148 pedomi e che  tutti erano d'accordo di avere la pavimentazione del Centro senza buche ed altre insidie, il 44% erano favorevoli alla estensione della ZTL, il 19% erano contrari e  il 36 % ritenevano  l'ampliamento ininfluente. A questo proposito
   si pone una questione non irrilevante che è quella di sapere chi è il pedone. Sicuramente avranno intervistato persone che percorrevano la strada a piedi, ma chi è "il pedone" ? Il pedone professionale in realtà non esiste perchè esistono solo persone che ora vanno a piedi, in un momenti successivi vanno in bici, in altre circostanze vanno e guidano auto o vanno in autobus. Il pedone come soggetto umano assume diversi atteggiamenti a seconda delle circostanze come ironicamente  risulta nella poesia in dialetto cesenate del 1931  "L'AUTOMOBIL" che si riporta con traduzione in italiano:
“L’automobil”

Posta ch’uj vegna un pizighin a umbrela:
mo guêrda sti vigliacch com’i m’ha ardot:
un vstì nov, mes l’et de’,..arviné’ tot!...
I n’ha un riguérd a e’ mond, porca mastela!

Se fa do gozli e un poch ad paciarëla
ch’ i t’ spless sota a la mêlta; e se va sot,
tra la porbia e tra e’ fom it fa un parsot
quand’ int’ ardus come una murtadela!

Mo intent ecco clu ad Rico,...e ch s’a vut dì,
monta so,..monta so...a so munté
e via come e’ vent: mo a meza streda

un caratèr, burdell, un s’vlea scansé
e sona pu,..mo ché: e me a rugì
e dai a che vigliach una rudeda!!
Dr. Pietro Comandini

L’AUTOMOBILE.- Che pigliasse loro un accidente a ombrello (secco)!.../ ma guarda questi vigliacchi come mi hanno ridotto!.../un vestito nuovo, messo l’altro giorno, rovinato tutto!.../non hanno un riguardo al mondo, porca mastella.// Bastano due gocce (di pioggia) e un poco di fanghiglia / che ti seppelliscono sotto il fango; e se va (il tempo) asciutto / fra la polvere ed il fumo ti riducono come un prosciutto (che si mette al camino per affumicarlo) / quando non ti riducono come una mortadella! // Ma ecco che passa colui di Rico: e cosa vuoi dire, / “monta su, monta su...” sono montato: / e via come il vento. Ma a mezza strada / un carrettiere, ragazzi, non voleva spostarsi; e sona pure: macchè: ed io ad urlare:/ “e dà a quel vigliacco una rotata!”..”
“La Piè” 9 ott.1928.



lunedì 27 novembre 2017

CON I TRENINI NON GIOCHIAMO



CON I TRENINI NON GIOCHIAMO

Credo che gli abitanti di Villa Fastigi si siano molto allarmati per l'annunci0 del Sindaco Ricci che auspicava o preannunciava il progetto per la costruzione di una ferrovia ed una stazione nel loro quartiere che già si era opposto anche alla costruzione del nuovo casello della autostrada che avrebbe turbato il quieto vivere del quartiere roccaforte della Sinistra cittadina. Solo la notizia della ipotesi di un tale progetto per la nostra città faceva accapponare la pelle e messo in agitazione, come ho letto sul Carlino, le puntuali obiezioni dei consiglieri di opposizioDne Dall'Asta e Crescentini. Nell'ambito delle proposte fatte dal Sindaco relativamente alla valorizzazione e recupero del patrimonio immobiliare esistente con risparmio del territorio e delle prospettive di sviluppo del turismo che sono da apprezzare positivamente, in questa che i tedeschi chiamano Weltanscauung (visione del mondo, della vita e della posizione in essa occupata) la Ferrovia che trova un luogo importante per il territorio pesarese è quello della ferrovia Pesaro-Fano- Urbino con la possibile destinazione turistica, ma è altresì da mettere in gioco la linea ferroviaria – Pesaro -Falconara-Ancona che è rimasta ad un solo binario dai tempi di Pio Nono. Di questa linea ferroviaria, del collegamento di Pesaro e costa adriatica con Roma nessuno parla e così la distanza di Pesaro con la capitale e con la costa Tirrenica si allunga sempre di più compreso l'isolamento di Pesaro con il suo entroterra. I vari partiti ne parlino almeno nei loro programmi elettorali.



giovedì 2 novembre 2017

AUTO ELETTRICHE



LE AUTO ELETTRICHE
(Ridendo e scherzando)
Vi è mai capitato di avere a che fare con una auto elettrica? A me si, alcune volte. e tutte le volte mi sono spaventato non poco. Sono silenziosissime. Ti raggiungono a destra, di dietro, a sinistra che non ti accorgi della loro presenza se non quando ti sono vicinissime. Si appressano come fantasmi e sono belle e grosse come le altre macchine che fanno rumore con i loro motori a scoppio; queste le senti, capisci subito se stanno arrivando, se si stanno avvicinando o si stanno allontanando a causa del effetto “doppler” che si impara nei libri di fisica di scuola media. Le silenziosissime auto elettriche sono pericolosissime, non ti accorgi della loro presenza se non all'improvviso ed all'ultimo momento. Cosa succederà quando la maggioranza od una grossa percentuale di auto saranno elettriche? Gli esperti e responsabili dovranno provvedere, ma come? Dovranno inventare un emittente di un rumore adatto. Dovranno concordarlo a livello nazionale e reso obbligatorio a livelllo internazionale. Ci dovranno essere dei convegni dove i singoli paesi si dovranno mettere d'accordo. Ci si dovrà inventare un rumore speciale e magari trovare una musica. Ci si dovrà metttere d'accordo per una velocità elevata di utilizzare la “cavalalcata delle Walchirie” di Wagner o l'Overture del Guglielmo Tell di Rossini. Per velocità più moderate musiche di Chopin e per le più lente una marcia funebre. Se si seguirà questa linea penso che un accordo internazionale sarà molto difficile da raggiungere; ogni paese vorrà imporre la sua musica nazionale.

Pesaro li 31 ottobre 2017.

Pecos Bill