mercoledì 4 marzo 2026
VIALE TRIESTE 20 ANNI FA'
VIALE TRIESTE 25 ANNI FA
Bruno Cesari ha perfettamente ragione.
Pesaro si è sforzata di ridurre le strade. Viale Trieste è un sentiero. Il Traffico è un optional. Le Piazze sono dei caravanserragli. Mio Dio! Come ha bene sintetizzato la situazione di questa città l’italo-canadese Sergio Cesari.
Da anni penso e denuncio sulle pagine dei giornali le stesse cose. Mi era venuto un certo complesso ed una certa inibizione dal continuare a denunciare “cose ovvie” tanto da farmi venire un certo complesso: sarò forse un alieno a denunciare queste cose? Sarò un po’ prevenuto nei confronti di questa Amministrazione?
Ma se queste stesse cose le denuncia con parole lapidarie una persona che è fuori della politica locale e che vive all’estero, allora la denuncia acquista un valore oggettivo e questo m’incoraggia e mi fa denunciare l’ennesima inutile occupazione del suolo pubblico: l’aiuola corazzata di cemento avanti alla Palla!
E’ una cosa insulsa che si aggiunge al tutto il resto: marciapiedi dove i pedoni per passeggiare si danno le gomitate perché lo spazio è occupato da aiuole circondate da cemento, pista ciclabile pericolosissima dove succede di tutto, budello di strada dove il traffico si ferma sol che un pullman che scarica turisti o qualsiasi veicolo si debbano fermare. E la palla di Pomodoro, una delle poche sculture decenti di Pesaro, sempre coperta da strutture pubblicitarie per manifestazioni di vario tipo.
E’ una vergogna! Ma perché non si dica che si fa sempre critica sterile ed irresponsabile, invito l’Amministrazione (con il pensiero rivolto al consigliere verde Mari) ad eliminare la pista ciclabile con i sui seicento e più ridicoli e pericolosi (anche se bordati di legno) vasi e trasformare tutta la zona mare in zona “trenta” dove possano convivere auto, pedoni e ciclisti come era una volta. La “zona trenta” proteggerebbe anche la convivenza degli stessi utenti anche in tutta la zona compresa tra Viale Trieste e la Nazionale i cui incroci sono delle vere trappole.
Pesaro lì 20 giugno 2005.
P.Emilio Comandini
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