venerdì 17 luglio 2015

16. CESENATICO (1849)









Dritto in arcione il bracciio teso ei stette:
indi ad Anita che il seguia daccanto
ed al breve stuolo di sue schiere elette,
avanti; ei disse. Gruppo di giganti

parean nell'ombra: livide saette
laceravano il ciel l'Adria davanti.
Lacere, scalze, intorno al Duce strette,
ei non si domandar e dove...e quanto.

Or qual de' Numi, in co' del ponte , il fiero
gesto raccolse?! l'alta fronte austera
che Roma al raggio di sua luce incise

tosto si scosse. Lento, passò severo:
e solo allor che la fatale schiera,
salva vide sul mar, triste sorrise!

Pietro Comandini 1931.


Il sonetto illustra l'imbarco di Garibaldi e e dei 300 valorosi che lo seguivano, a Cesenatico , la prora a Venezia che ultima ancora resisteva all'Austria. Epilogo doloroso ; la cattura parziale della flottiglia – lo sbarco di Garibaldi a Magnavacca . La morte di Anita. 

mercoledì 15 luglio 2015

CAVALLUCCI MARINI o CAVALLUCCI DI TROIA?


Gender: i cavallucci marini entrano a scuola
Mentre il filosofo Massimo Recalcati, sfidando l'assalto alla "Rocca Popsophiaca", ci fa sapere che la educazione alla sessualità si fa attraverso la letteratura e le poesie, leggendo Dante, Petrarca, Flaubert, Proust, che sono l'unica forma di educazione all'erotismo che può funzionare a scuola", il vento boreale fa approdare sulla nostra costa, provenienti da Venezia, dove l'attuale sindaco aveva ritirato alcuni libri di favole per bambini che paragonano la sessualità degli umani a quelli dei cavallucci marini ispirati alla teoria gender. Libri illustrati per scuole materne ed elementari presentati alla Biblioteca comunale S.Giovanni e letti ad alta voce ad una platea di bambini. Questo è solo uno dei canali attraverso cui il gender penetra nella scuola dei nostri ragazzi, opera di condizionamento mentale, volta a mettere sullo stesso piano la famiglia naturale composta da un padre e una madre, con genitori di uguale sesso. Prassi invalsa in una recente legge chiamata "Buona Scuola", che vorrebbe affidare esclusivamente alla scuola tale tipo di insegnamento che a mio parere va ad appannaggio della famiglia, tirando in ballo una "circolare" che verrà sistematicamente disattesa. Con buona pace di tutti gli "esperti" filosofi e insegnanti che stanno infestando l'aria della nostra cultura, immersa nella dispersione delle idee e nel vuoto di significato. Si tratta di una forzatura davvero ideologica di tipo irrazionale quella di insegnare ai nostri bambini l'esaltazione dell'omosessualità e la propaganda della omogenitorialità. " La cosa più saggia è gridare prima del danno. Gridare dopo che il danno è avvenuto non serve nulla, specie se il danno è una ferita mortale"G.K.Chersterton. 
15.07.2015.
Massimo Tonucci


lunedì 13 luglio 2015

MOSTRA DI PITTURA DI EMILIO FORLANI




Il 24 luglio 2015 alle ore 19 L'Alexander Museum Palace Hotel in Viale Trieste, 20 la mostra personale di Emilio Forlanii che rimarrà aperta dal 24 luglio al 7 Agosto.
Sarà presentata dal dal Conte Nanni Marcucci Pinoli ed Ernesto Paleani.
Emilio Forlani, nato a Pesaro nel 1938 frequenta l'Istituto Statale d'Arte di Pesaro sezione ceramica dove nel 1958 si diploma e gli viene conferito il premio “Ugolini”per la ceramica quale migliore allievo. La passione verso l'arte lo inducono a frequentare i corsi di perfezionamento presso l'Istituto Statale d'Arte di Firenze quivi conoscendo tra i validi artisti il pittore Fernando Farulli, il ceramista Salvatore Cipolla e Guido Gambone ed altri con i quali scambia tecniche ed opinioni. Ritornnato a Pesaro gli viene affidata la direzione di una piccola fabbrica-laboratorio di ceramica di Urbania. Insegna poi presso l'Istituto Statale di Bari e di Calitri. Il suo percorso artistico vira verso la pittura e la grafica. Insieme a Salvatore Guerricchio e Salvatore De Lucidibus partecipa a diverse collettive a Genova, Bari e Pesaro. Nel 2002 presenta una mostra personale nell'isola della Maddalena in Sardegna; disegni ed acquarelli che riscontrano favorevoli consensi.
Questo nuovo percorso non è che la sintesi di tutte le esperienze artistiche, didattiche e di laboratorio, che viene proposta ora nella personale presso l'Alexander Museum.



mercoledì 8 luglio 2015

LE LAMENTAZIONI DEI TEDESCHI



E sempre prendono danaro dai tedeschi
In ciò la loro prassi è consolidata.
E trovano ogni giorno nuove vie,
Come mettersi in tasca il danaro,
Così si ingrassano dei beni dei tedeschi.
V'è qualcuno che possa accettare questo?

Ulrich von Hutten Cavaliere umanista e pubblicista
condensa e divulga con questi versi uno stato
d'animo dei tedeschi ai tempi di Lutero, le accuse
che rivolgevano alle gerarchie romane dai tedeschi
contenute nei Gravamina Deutscher Nation che nel 1521
inglobò un elenco di lamentazioni di dieta in dieta.


E SE FOSSERO I TEDESCHI AD USCIRE DALL'EURO?

martedì 7 luglio 2015

OBELISCCHI GRANDI E PICCOLI

La Presidente della Camera dei deputati On. Boldrini voleva grattare via la scritta DUX dall'obelisco del Foro Italico di Roma.(Carlino 18 aprile 2015). Anche noi a Pesaro avevamo un obelisco, ma pur essendo un manufatto di notevole peso ed ingombro è scomparso. Il 1 Aprile del 2007 veniva pubblicato il seguente articolo del sottoscritto..
“Dove è andato a finire l'obelisco con la stella della fontana di Piazza Lazzarini?

Credo che sia abbastanza noto che un'opera architettonica nata per soddisfare un bisogno economico pratico, quando tale funzione economica muta o cessa, essa spesso mantiene la sua importanza per il suo valore estetico e perchè testimonia ed entra a fare parte della memoria storica di un popolo. Un edificio e, più in generale, un opera architettonica diventa storica nel momento in cui essa è realizzata. Anche le modifiche subite dalla stessa per essere adattata alle mutate esigenze dell'uomo in un periodo storico successivo, anche esse diventano storiche e vengono a far parte della memoria collettiva e ciò tanto più quando esse sono realizzate tenendo conto del senso del bello e della proporzione.
Un esempio di infiniti può essere considerato il Monastero di San Romedio nel Trentino. Un complesso edilizio monastico risultante da più e diversi edifici costruiti intorno a quello originario in tempi diversi. Ogni parte dell'edificio racconta la sua storia. Un'altro esempio che si può fare è quallo della fantana del Trebbio che si trova avanti al Teatro Rossini. Qualche anno fa essa è stata sistemata sul luogo dove era stata sistemata la prima volta e “ripristinata” come era in origine, cioè con le quattro fontanelle e senza l'obelisco con la stella in cima che era stato aggiunto in epoca successiva. Non so quando e da chi, ma è evidente che chi aveva aggiunto l'obelisco con la stella fatto storico documentato da cartoline illustrate dell'epoca, aveva ritenuto di abbellire la fontana che, avendo perduto la sua funzione originaria (quella di fornire l'acqua agli orciroli) con esso aveva assunto una funzione architettonica ed estetica. La fontana originaria nobilitata dall'obelisco aveva quindi assunto un valore storico ed era entrata nella memoria collettiva. Con l'obelisco una “bagnarola” era diventata un monumento storico cittadino. Ora è evidente che chi ha creduto di valorizzare la fontana riportandola come era all'origine ha fatto un restauro e ha violentato il monumento. Mi meraviglio come nessuno ha protestato. Ora chiedo che tale misfatto sia riparato e sopratutto chiedo dove è andato a finire l'obelisco con in cima la stella dorata?”.

Nella passata legislatura del Comune di Pesaro la Consigliera Dr.ssa Tartaglione presentava una interrogazione per sapere dove era andato a finire l'Obelisco. Riceveva risposte vaghe e giustificazioni consistenti nelle affermazioni che l'obelisco conteneva simboli fascisti (fasci? o scritte che non mi risulta avere mai rilevato). A parte il fatto che la sparizione dell'obelisco richiederebbe una indagine giudiziaria, il delitto che si è compiuto da un punto di vista storico-artistico va accertato ed il danno rimediato. A Roma come a Pesaro la Storia non si cancella con lo scalpello.



Pesaro li 7 luglio 2015.

Paolo Emilio Comandini



lunedì 29 giugno 2015

CIOCCOLATA, LIQUIRIZIA e SFIGMOMANOMETRO



Da: Il Resto del Carlino
Gentile Sig. Pecos Bill, mi meraviglio che lei, in genere strenuo difensore delle bellezze cittadine, non rilevi la tristezza , di quel pavimento nero lungo una via centrale. E poi la liquirizia fa male alla pressione:
Pesaro 21 giugno 2015.
Franco Bertini
Il Resto del Carlino
Caro Carlino,
Pecos Bill ringrazia del commento scherzoso all'articolo sulla cioccolata e la liquerizia. Ma “saepe iocando veritas dicitur”. Pecos Bill non può dare un giudizio estetico del pavimento in quanto sarebbe necessario sapere come e con che cosa si vorrebbe sostituire l'attuale e con che spesa a carico della collettività dato che per legge ...”rimangono a carico del Comune la costruzione e la manutenzione del pavimento e la illuminazione dei portici soggetti alla ...servitù di pubblico passaggio” (art. 40 c.2 L. urbanistica 17.08.1942, n.1150.) si voleva suggerire al Comune di risparmiare questa spesa per impiegare gli euro disponibili a cose ben più urgenti come i marciapiedi della zona mare come quelli di via Monfalcone e viale Dante che sono in condizioni, quelli si, da fare alzare la pressione ai cittadini ed ai turisti che rischiano la loro incolumità personale tanto che sarebbe utile portare seco uno sfigmomanometro. Tra l'altro queste vie, le cui condizioni disastrose erano ben note all'assessore Biancani che ci ha abbandonato, non sono comprese tra i lavori viari previsti ed annunciati dal Il Resto del Carlino dei giorni scorsi.
Con i più cordiali saluti
Pesaro 22 giugno 2015.
Pecos Bill
Gentile Pecos Bill, nessuno ha detto che lei ha torto : tra le tante cose da fare per ravvivare questa città c'è amche la questione del marciapiede di via S.Francesco. Va bene così?

Il Resto del Carlino 28.06.2015.

sabato 27 giugno 2015

L'ULISSE DEL 20° SECOLO


Pima di affrontare un viaggio in Grecia in automobile chiesi al mio amico greco informazioni sul paese che intendevo visitare e in particolare se c'era pericolo di furti. Lui mi rispose che il furto non è uno “sport” cui si dedicano i greci i quali invece sono bravi nel ordire inganni o truffe perché questo tipo di reato comporta l'uso della intelligenza ed abilità di cui si sentono particolarmente dotati. Certo Ulisse è un eroe greco che con l'inganno e l'astuzia ha vinto la guerra di Troia ed ha sconfitto un gigante come Polifemo.
Alexis Tsipras, capo del governo greco, sta tenendo in scacco la Comunità europea, il capo della Germania Angela Merkel in un negoziato esasperante e lungo il cui esito qualunque esso sia ha certamente sconvolto i rapporti economici finanziari esterni ed interni con un danno non indifferente per tutti senza contare quello, tutto da immaginare, che potrà verificarsi dalla uscita della Grecia dall'Euro. Se la mentalità dei greci è quella descritta dal mio amico greco, accordo o non accordo, accordo buono o cattivo, il Ministro sarà considerato dai suoi concittadini un nuovo Ulisse, Ulisse che ha fatto incendiare Troia, ha accecato Polifemo e fatto strage di Proci.
Pesaro li 27 giugno 2015.

P.E.Comandini 
P.S.  Non per nulla Dante ficca Ulisse all'Inferno